The DREAM Programme, lessons learnt from 20 years of experience
Pubblicato su Frontiers in Public Health nel novembre 2025, l’articolo ripercorre vent’anni di attività del Programma DREAM, il programma di salute pubblica avviato dalla Comunità di Sant’Egidio in Mozambico nel 2002 per combattere l’AIDS e le altre malattie croniche nell’Africa subsahariana. Nato come risposta al “doppio standard” che negava all’Africa terapie già disponibili dal 1996 nei Paesi ricchi, oggi DREAM opera in 10 Paesi con 50 centri clinici e 28 laboratori di biologia molecolare, offrendo cure gratuite a oltre 110.000 pazienti.
Tra i risultati principali documentati: l’eliminazione della trasmissione materno-infantile dell’HIV, con un tasso costantemente inferiore al 2%; alti livelli di ritenzione in cura (tra il 93% e il 95% a dodici mesi); e la copertura del test della carica virale per oltre il 95% dei pazienti, con valori di soppressione virale in linea con gli standard indicati dall’OMS. Tra i fattori decisivi di questo successo gli autori indicano la gratuità delle cure, la relazione di fiducia tra operatori e pazienti, il coinvolgimento delle persone con HIV nell’équipe di cura e l’uso di un software dedicato alla gestione delle cartelle cliniche.
L’articolo non nasconde le sfide ancora aperte: la comparsa di resistenze al dolutegravir — l’antiretrovirale oggi più utilizzato — la difficoltà di accesso ai test di resistenza e la limitata disponibilità di classi di farmaci nei contesti in cui il programma lavora. La lezione di fondo, dopo vent’anni, è che anche in Paesi con risorse limitate è possibile realizzare interventi sanitari di alta qualità, e che investire sulle persone resta la chiave di un successo duraturo.