HomeDREAMLa prevenzione verticale nei centri DREAM in Malawi
11
Ott
2006
11 - Ott - 2006



Il protocollo DREAM di prevenzione della trasmissione del virus dell’HIV dalla madre al bambino è stato ufficialmente approvato dal Comitato Nazionale per la ricerca sanitaria del Malawi. La nostra prevenzione cosiddetta “verticale” entra dunque a far parte, come ricerca operazionale, dei programmi sanitari ufficiali del paese.

 
Fino ad oggi l’unico protocollo terapeutico attivo in Malawi per la prevenzione verticale era quello della somministrazione alla madre di un antiretrovirale, la Nevirapina (NVP), al momento del parto, somministrazione che veniva replicata a vantaggio del neonato entro le 72 ore dalla nascita. E’ un protocollo che – se applicato correttamente – può ridurre del 50% la trasmissione del virus al neonato.

 
Ma l’esperienza di DREAM in Mozambico ha riportato in questi anni un’efficacia di molto superiore, del 95%, dovuta al fatto che i nostri protocolli di cura prevedono la somministrazione della triterapia (Zidovudina, Lamivudina e Nevirapina) alla madre a partire dalla 25° settimana di gravidanza, indipendentemente dal valore dei CD4, e la prosecuzione della profilassi fino al 6° mese di età del bambino. La somministrazione della triterapia alla gestante permette di abbattere in maniera rapida e significativa la quantità del virus nel sangue, evitando che si trasmetta al bambino attraverso la placenta (7% dei casi di infezione), le secrezioni al momento del parto (53% delle infezioni), l’allattamento al seno (40% delle infezioni). Se la profilassi è effettuata con cura, la somministrazione di NVP al parto non è più necessaria, e la donna può partorire dove vuole o può (anche se la struttura sanitaria è sempre consigliabile), con una quasi totale certezza di non trasmettere il virus al bambino, anche nell’allattamento.

Di qui l’interesse delle autorità sanitarie malawiane. Il Malawi ha bisogno di un intervento che riesca a rispondere al bisogno di migliaia di villaggi lontani dai centri sanitari esistenti. Quella che potrebbe essere la strategia più efficace di riduzione della trasmissione del virus è rimasta infatti finora almeno parzialmente disattesa, dal momento che solo il 5% delle donne che vivono nelle aree rurali del paese, dove si concentra la stragrande maggioranza della popolazione, partorisce in strutture sanitarie, con un’assistenza medica o paramedica. In questo contesto anche la semplice somministrazione di NVP alla madre al momento del parto diventa difficoltosa, e di fatto la maggior parte dei centri di salute non è in grado di effettuarla.
L’approvazione del protocollo DREAM non è dunque soltanto un semplice atto burocratico. E’ piuttosto il via ad un ambizioso e capillare piano di prevenzione verticale che mira a raggiungere nel più breve tempo possibile l’intera popolazione del paese, e a salvare così la vita della prossima generazione malawiana.

 
Sono quattro i centri di salute provvisti di “antinatal care”, cioè di servizi di cure prenatali, che sono stati identificati da DREAM nell’area di Blantyre per iniziare la prevenzione verticale: Bangwe, South Lunzu, Chilomoni e Machinjiri. Nell’area di Lilongwe, invece, il programma che si rivolgerà alle donne in stato di gravidanza avrà il suo centro nell’ospedale di Mthengo wa Ntenga, a 30 km dalla capitale, dove è stata da poco aperta la nuova maternit&

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