HomeDREAMAttivista americana visita il Centro DREAM a Maputo e ricorda Ana Maria Muhai
22
Ago
2013
22 - Ago - 2013



“Mary, sei il nostro specchio! Grazie per la tua testimonianza di speranza che ci hai portato!”. È stato un coro unanime, quello dei pazienti e degli attivisti, nel Centro DREAM "para a criança", a Maputo, nel ringraziare l’attivista americana Mary Fisher che martedì a visitato il Centro della Comunità di Sant'Egidio.

Mary Fisher è sieropositiva da vent’anni. Dopo aver scoperto l’infezione, ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta contro la discriminazione, negli Stati Uniti. Famosi sono i suoi discorsi appassionati davanti ai politici americani, uno dei quali è stato considerato “uno dei migliori discorsi americani del 20 secolo”.

“Sono sieropositiva da vent’anni. Sono stata infettata dal mio secondo marito. Ricordo la paura che ho provato quando mi hanno diagnosticato l’AIDS. Ricordo il terrore che sentivo durante quelle due settimane prima di avere il risultato delle analisi dei miei due figli. È per questo che ho deciso di lottare. La paura può sconvolgere la nostra vita e non dobbiamo mai permetterlo. Dobbiamo stare uniti nella lotta e aiutarci l’un l’altro!”, così ha iniziato il  suo incontro con le decine di pazienti che aspettavano il loro turno per la visita di controllo. 

Le parole appassionate, la simpatia e la compassione risuonavano nel centro. Pian piano arrivavano anche i pazienti più timidi, spaventati dalla macchina fotografica che ritrattava l’incontro.

Al Centro ha abbracciato tutti, uno per uno, ha ascoltato le domande, ha risposto a tutti, ha dato una parola di speranza ad ognuno, dopo aver visitato il magazzino, la farmacia, il laboratorio, accompagnata dalle attiviste del programma. “Voi siete eroi!”, ha detto. “L’amore , l’abnegazione e la vostra professionalità sono impagabili!”.

Molti hanno voluto ringraziarla e farle domande personali. “Prendi antiretrovirali? Da quanto tempo? I tuoi figli sono stati infettati?”.  Alla fine ha preso la parola Ivone, una delle attiviste, e le ha detto. “Grazie. Mi hai risposto senza che ti facessi la mia domanda. Quando mi sono ammalata, ho chiesto a Dio di darmi altri cinque anni almeno. Ne sono passati dieci. Con la tua testimonianza, oggi, posso chiedere a Dio di darmene altri dieci e ancora dieci. Sei venuta qua a dirmi che posso sperare ancora!”

Cacilda ha detto di aver letto che gli antiretrovirali fanno invecchiare. “Guardate Mary. È giovane e bella. E anche sensuale!”  È partito un grande applauso.

Mary Fisher non ha dimenticato Ana Maria Muhai. “Lei si è messa al servizio della comunità, ha lottato con tutte le sue forze e tutto il suo amore senza mai rassegnarsi. Dobbiamo continuare la sua lotta. Senza paura. Ana Maria è un simbolo universale della lotta contro l’ AIDS”.

La canzone di DREAM, quella che gli attivisti cantano negli incontri e durante le visite speciali, ha salutato Mary Fisher. Ma c’è scappato anche un “Ciao sorella, torna a visitarci presto”. 

   

 

NEWSLETTER

Mantieniti in contatto con DREAM