HomeDREAMBeira, Mozambico – Una “scuola di cucina” al centro DREAM
10
Feb
2008
10 - Feb - 2008



Nelle ultime settimane si sono tenute in diversi centri DREAM, nei tanti paesi africani in cui il Programma è presente, delle lezioni davvero particolari, delle vere e proprie “scuole di cucina”. 

Le lezioni di cui si propongono in questa pagina le immagini hanno coinvolto il centro di Manga Chingussura, a Beira, in Mozambico, nel novembre 2007, ed hanno visto la partecipazione di molte decine di mamme i cui bambini erano nati all’interno del programma DREAM di prevenzione materno-infantile dell’infezione da HIV. 

L’idea di organizzare delle riunioni in cui si spiegassero i principi di base dell’alimentazione infantile e si accompagnassero le madri nelle prime fasi dello svezzamento è nata dalla constatazione che numerosi bambini, benché nati liberi dall’AIDS grazie alla terapia antiretrovirale seguita dalle gestanti, presentavano comunque problemi di malnutrizione. La loro crescita poteva risultare compromessa a causa di uno svezzamento o di un’alimentazione inadeguati. 

Ecco allora che si è pensato di convocare le madri seguite da DREAM che avevano bambini in fase di svezzamento. Per aiutarle concretamente, per dare loro quelle informazioni che costituiscono il nucleo di una buona educazione nutrizionale. 

Ci si è riuniti come a scuola, ma attorno ad una insolita cattedra.
Sì, perché, al posto di libri e quaderni, c’erano pentole, latte, zucchero, farine varie e frutta fresca! Si è realizzata così un’utilissima lezione teorica e dimostrativa su come svezzare i propri figli e farli crescere bene. 

Si è insegnato quale debba essere la dieta più adeguata cui è meglio si attengano i bambini nei primi due anni di vita. Si sono indicate le abitudini alimentari inappropriate da cambiare. Si sono illustrate le norme igieniche da osservare per la preparazione del biberon e delle pappe. 

Ci sono state inoltre dimostrazioni pratiche sulla preparazione e sulla cottura delle pappe. Operatrici dei vari centri e mamme si sono ritrovate attorno a fornelli, pentole e farine ed insieme hanno cucinato. Gustose pappe, a base di verdure cotte e passate, con farina di riso e di noccioline, con l’aggiunta di zucchero e latte, con frutta fresca di mango, papaia e banana.

Molte delle donne presentatesi per la lezione a Beira erano venute a piedi, con i loro bambini sulla schiena.
Tra loro, Rita Laura.
Era stata conosciuta quando era incinta del suo secondogenito. Il primo lo aveva perso a sei giorni dalla nascita. Nel frattempo aveva saputo di essere sieropositiva facendo il test presso il servizio pubblico di maternità. Era disperata e voleva salvare almeno il suo secondo bambino. 

Rita Laura era arrivata contenta alla “scuola di cucina”.
Era arrivata con Florencio, nato sano grazie a DREAM, un bimbo simpatico e vivace, solo un po’ troppo gracilino. La pappa che si sarebbe preparata quel giorno era proprio quel che gli ci voleva ….
Ma quell’incontro, per la madre, per Rita Laura, era qualcosa di più importante e prezioso di un buon pasto. Era un ulteriore modo per vincere la rassegnazione, per sperare ed aver fiducia. 

Rita Laura – come molte altre madri – iniziava infatti a rendersi conto conto che, benché molto povera, poteva fare tanto per aiutare suo figlio. Scopriva che vincere il grave problema della malnutrizione non era poi così difficile. Di più. Scopriva che in ogni caso lei non sarebbe più stata da sola di fronte ad una lotta tanto impari. 

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