HomeDREAMMozambico – Matola: un modello per il paese
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Feb
2012
21 - Feb - 2012



Matola, città confinante con Maputo, per la sua rapida e grande espansione è considerata da qualcuno la seconda città del Mozambico. Densamente popolata, non ha comunque le infrastrutture e i servizi della capitale e la vita quotidiana nei suoi quartieri ricorda una realtà rurale. In questo contesto si mantiene molto forte lo stigma nei confronti delle persone HIV positive, che pure rappresentano una realtà tanto presente e trasversale.


Nel Centro di Salute di Matola 2, con annessa maternità, dal mese di ottobre 2011 è iniziata una nuova collaborazione tra DREAM e il Ministero della Salute mozambicano (MISAU). A seguito dell’accordo del 14 luglio 2011 infatti, Matola 2 si va configurando come il primo centro integrato DREAM-MISAU, per l’implementazione del protocollo di prevenzione verticale che, iniziato nel 2002 nei centri DREAM, verrà in futuro esteso a tutte le maternità del paese. Per questo proprio Matola 2 diventerà un modello per tutte le altre maternità mozambicane.


Matola 2 è stata nel cuore di DREAM fin dai suoi primi passi: già dal 2002 ci siamo fatti vicini alle persone di questa area, alle porte della grande città eppure all’epoca tanto isolata e priva di servizi, ristrutturando il centro di salute e iniziando nel 2003 il protocollo di prevenzione verticale che ha permesso la nascita dei primi bambini sani con madre portatrice del virus HIV. E a Matola 2 di bambini sani ne sono nati moltissimi, dalla prima bambina, di nome Celeste, ad oggi.


In Mozambico oggi tutte le donne in gravidanza devono sottoporsi al test HIV, per questo ogni giorno a Matola 2 decine di donne si mettono in fila per fare il test. Le donne positive vengono subito accolte dalle infermiere e incoraggiate a seguire la terapia, per far nascere sano il loro bambino.


Le infermiere del Centro di Salute e quelle di DREAM lavorano fianco a fianco condividendo spazi e strumenti per rispondere ad un bisogno che cresce rapidamente. È una collaborazione preziosa perché da essa dipende il futuro di una intera generazione. Non si tratta solo di trasmettere delle conoscenze o di sostenersi nel lavoro concreto…ciò che rappresenta la vera novità e che attrae è il segreto antico e sempre nuovo di DREAM: quel rapporto personale in cui il paziente è al centro.


Da ottobre ad oggi 600 donne sono entrate nel programma di prevenzione verticale e 130 hanno già partorito. Ad esse si affiancano quasi 300 bambini, dai 2 ai 15 anni, già HIV positivi, che necessitano, oltre che delle cure adeguate, anche di un’attenzione particolare: molti di loro sono orfani accompagnati dalle nonne.


C’è molta attesa a Matola 2: l’attesa di una vita che rinasce, come testimoniano le attiviste di DREAM, l’attesa di un futuro libero dalla malattia per tanti bambini, l’attesa di tanti operatori sanitari che grazie all’esempio di DREAM finalmente hanno l’opportunità concreta di cambiare il loro paese.

 

   

 

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