HomeDREAMRoma, Italia – Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush incontra una delegazione internazionale della Comunità di Sant’Egidio
08
Giu
2007
08 - Giu - 2007



“You are the international army of compassion – Voi siete un esercito internazionale di compassionevoli” ha esordito il presidente Bush all’inizio dell’incontro. “Sant’Egidio – ha aggiunto – è una delle grandi organizzazioni basate sulla fede nel mondo. Siamo qui per parlare insieme il nostro comune impegno di aiutare i poveri, sfamare gli affamati e sradicare le malattie”.

L’incontro è stato voluto dal Presidente, come lui stesso ha voluto spiegare: “Non vedo l’ora di ascoltare le vostre strategie nel gestire alcuni dei problemi più difficili del mondo. Sono fiero della vostra organizzazione e ringrazio tutti i vostri membri per avere delle anime così caritatevoli”.

Dopo le parole introduttive del presidente Bush, Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio, hanno illustrato lo spirito con cui la Comunità è nata e agisce, oltre che la sua diffusione nel mondo.

Durante l’incontro, durato 55 minuti, sono stati affrontati vari temi come la cura della AIDS in Africa e i successi del programma di Sant’Egidio DREAM, ora attivo in dieci paesi africani. L’efficacia di questo programma di cura è dovuto – è stato sottolineato – da un approccio che unisce scienza e amicizia.

Il presidente ha inoltre ascoltato con particolare interesse il progetto per la registrazione dei “bambini invisibili” che Sant’Egidio sta lanciando in Africa, in favore dell’iscrizione anagrafica dei minori, dei quali il 70% non è iscritto all’anagrafe alla nascita, con i rischi connessi a questa mancanza “esistenza legale”. A proposito del tema della lotta alla malattia e alla povertà in Africa, il presidente ha voluto discutere con la delegazione sull’efficacia degli aiuti americani e l’architettura mondiale dell’aiuto pubblico allo sviluppo.

Alla tavola rotonda con Bush hanno partecipato anche i responsabili del programma DREAM, Cristina Marazzi e Leonardo Palombi che, illustrando le strategie possibili per vincere la pandemia in Africa ha sottolineato come DREAM, assicurando il diritto alla cura ed alla salute come fondamentale dignità dell’uomo “rappresenti davvero un passo importante sulla via della democrazia e dello sviluppo per l’ Africa”.

Cristina Marazzi ha evidenziato il ruolo del programma della Comunità nel proteggere e promuovere la vita delle donne: “La madre africana è spesso all’ultimo grado nella gerarchia sociale. Ma questa fragile donna è la speranza del continente africano – ha affermato -. Proteggere la vita di questa piccola madre è far sì che i suoi figli non si aggiungano ai tanti milioni di sfortunati orfani. L’orfano è qualcuno a cui è rubato il futuro”.

Ellard Allumando, direttore del centro DREAM di Blantyre in Malawi, le ha fatto eco, sottolineando come l’estendersi della pandemia provochi un grave impoverimento e evidenziando l’impegno di DREAM anche nella lotta alla malnutrizione. Sull’impegno per i bambini è tornata Beatrice Kun Adon, liberiana, che, partendo dalla sua esperienza personale, ha parlato delle Scuole della Pace e dell’impegno di Sant’Egidio per salvare la vita e l’identità dei bambini “invisibili”, mentre Claudio Betti e Mario Giro hanno illustrato il “metodo” della Comunit&agrav

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