HomeDREAMIringa, Tanzania – L’inaugurazione del centro DREAM nel contesto di una grande festa di libertà
13
Lug
2009
13 - Lug - 2009



Nel 1961, nel giorno in cui la Tanzania conquistava la propria indipendenza dalla Gran Bretagna, una fiaccola veniva accesa sul picco più alto del Kilimanjaro, a simboleggiare la libertà restituita agli abitanti di quel paese – allora Tanganica – e, in prospettiva, di tutta l’Africa. Era la fiaccola della libertà, mwenge wa uhuru in swahili.

Da allora, ogni anno, la fiaccola compie una corsa che tocca tutte le regioni in cui la Tanzania è divisa. Un lungo corteo di macchina la accompagna velocemente di città in città, per fare memoria di un’indipendenza raggiunta pacificamente, per vivere una festa di popolo ad ogni tappa, con musica, canti e balli che coinvolgono di volta in volta centinaia o migliaia di persone, per lanciare dei messaggi di solidarietà e convivenza civile (quest’anno un messaggio contro ogni violenza).

L’11 luglio scorso la fiaccola è transitata per Iringa, dove si stanno concludendo i lavori per dare inizio alle attività del secondo centro DREAM tanzaniano. Quale occasione migliore – si è pensato allora – per l’inaugurazione ufficiale del centro?

Il nuovo centro DREAM, in piena città, sarà infatti una risposta di eccellenza ad una situazione sanitaria che desta molte preoccupazioni stante la prevalenza da HIV a due cifre che si registra in tutta l’area.

Sarà in fondo l’occasione per far vivere ai cittadini di Iringa una nuova libertà, la libertà da un’epidemia che può essere fermata, la libertà dalla paura e dallo stigma che sempre accompagnano l’AIDS.

Alla presenza dunque delle autorità che accompagnavano la corsa della fiaccola si è svolta una breve ma significativa e partecipata cerimonia di inaugurazione.

La musica e gli applausi hanno accompagnato i discorsi di saluto ed il taglio del nastro dorato, mentre il clima di gioia e di festa ben si addiceva al messaggio di speranza e di pace che scaturiva da tutto l’avvenimento.

La fiaccola della libertà, ripartendo per una nuova destinazione, si lasciava dietro un centro che è ormai pronto per offrire cure gratuite ai tanti che cercano la liberazione dalla malattia e dalla sofferenza.

 

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