HomeDREAMUn’alleanza per l’Africa: DREAM e la Fondazione AIDS Tedesca
19
Mag
2013
19 - Mag - 2013



Negli ultimi 10 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel campo della prevenzione della trasmissione materno-infantile del virus dell’HIV. La superiorità della tripla terapia antiretrovirale rispetto alla mono o bi-terapia è ormai riconosciuta dal mondo scientifico internazionale. Le opzioni B/B+  risultano essere in grado di ottenere tassi di trasmissione verticale inferiori al 5% a 18-24 mesi di età del bambino. La seconda opzione (B+) ha il vantaggio rispetto alla prima di non necessitare della conta della numerosità dei CD4. Le donne sieropositive in gravidanza verrebbero messe in terapia senza bisogno di effettuare analisi sullo stato del sistema immunitario. Questo permetterebbe non solo di prevenire l’infezione dell’HIV nei bambini, ma anche di trattare tempestivamente le madri, migliorandone la salute e prevenendone la mortalità.

E’ quanto viene dichiarato dalla “Maputo Initiative”, accordo che si è raggiunto tra i rappresentati dei ministeri della salute dell’Africa sub-sahariana durante il workshop organizzato in marzo dal Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio.

Dopo il Malawi, anche il Mozambico ha iniziato l’implementazione dell’opzione B+ per le donne in gravidanza HIV positive. La prima provincia considerata è stata quella di Gaza.

L’intervento nella Provincia di Gaza è particolarmente significativo, se si tiene conto che è la provincia del Mozambico con la più alta prevalenza dell’HIV (25.1% tra gli adulti, 33% tra le donne in gravidanza secondo i dati UNAIDS 2012). Inoltre la zona ha sofferto recentemente a causa del Ciclone Eline e di piogge torrenziali che hanno provocato lo straripamento del fiume Limpopo, allagando la provincia e devastando in particolare la città di Chokwe. Oltre 140.000 persone sono state sfollate. Parte di queste persone si sono riversate nelle aree dei centri di salute di Macia e di Chicumbane che trovandosi ad una maggiore altitudine non sono stati colpiti dall’alluvione.

Il lavoro in tale provincia si è avvalso e si avvale tuttora dell’appoggio del programma DREAM, così come stabilito dall’accordo preso nel luglio del 2011 tra Ministero della salute mozambicano (MISAU) e la Comunità di Sant’Egidio.

Operatori sanitari di DREAM hanno infatti tenuto a febbraio corsi di formazione, tramite un’equipe formata da medici, infermieri, attivisti e tecnici informatici. Il personale sanitario così formato ha quindi iniziato l’implementazione nella regione di un trattamento di qualità per la prevenzione della trasmissione materno-infantile.

Da febbraio i centri hanno iniziato a fare il test per l’HIV a tutte le donne in gravidanza. Tutte coloro che sono risultate positive hanno iniziato il trattamento per la prevenzione verticale secondo il protocollo DREAM, seguendo l’Opzione B+ dell’OMS. La diagnosi precoce e un trattamento di qualità (tripla terapia antiretrovirale a tutte le donne HIV positive in gravidanza), guardando alla salute delle donne e a quella dei bambini, diviene la vera prevenzione nella lotta all’AIDS. Si cominciano a vedere i primi risultati: sono nati infatti i primi bambini dal programma di prevenzione verticale. In tale contesto importante è la collaborazione con la Fondazione AIDS Tedesca, che dal 2005 sostiene il programma DREAM in Mozambico nell’ambito della prevenzione della trasmissione verticale. In questi giorni una delegazione, guidata dal Presidente della Fondazione, ha visitato i Centri di Salute di Macia e Chicumbane. Il Coordinatore Nazionale di DREAM ha potuto mostrare i risultati incoraggianti raggiunti in questi mesi.

L’intervento su Gaza rappresenta un passo in avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo di eliminazione dell’infezione nei bambini mantenendo le madri in vita, così da poter raggiungere anche in Mozambico una riduzione del 90% delle infezioni tra i nuovi nati entro il 2015.

 

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