HomeDREAMDedicato ad Ana Maria Muhai il nuovo centro DREAM della Comunità di Sant’Egidio
10
Giu
2014
10 - Giu - 2014



Grande festa a Matola, nei pressi della capitale mozambicana Maputo dove, grazie al Programma DREAM, ha aperto le porte un nuovo centro specializzato nella prevenzione della trasmissione materno-infantile dell’infezione da HIV e per la cura dei bambini sieropositivi.
Il centro è stato dedicato ad Ana Maria Muhai, prima attivista del programma DREAM, che è stata anche la prima donna nel paese ad aver pubblicamente dichiarato la sua sieropositività, come testimonianza ed incoraggiamento per tutti i malati mozambicani, perché tutti potessero ricevere le cure adeguate.

L’inaugurazione si è svolta alla presenza della vice-ministro della Salute mozambicano, dei rappresentanti del mondo diplomatico, dell’imprenditoria mozambicana e dei donatori che hanno contribuito alla realizzazione del centro; presenti anche molti attivisti di DREAM e pazienti in cura nel Programma.

Il nuovo edificio sorge di fronte al Centro di Salute di Matola 2, su un terreno messo a disposizione dalle congregazione delle Figlie della Carità, che da più di dieci anni collaborano con il programma DREAM nella lotta contro l’HIV/AIDS, non solo in Mozambico, ma in molti altri paesi africani.

La Comunità di Sant’Egidio gestisce il programma DREAM all’interno del centro di salute di Matola 2 sin dal 2002, quando ha avviato – per prima nel paese – il programma di prevenzione della trasmissione verticale di HIV utilizzando la tri-terapia durante la gravidanza, il parto e l’allattamento. Questo approccio preventivo è stato in grado di ridurre i tassi di trasmissione dell’infezione al neonato al 2% (da circa il 40% senza nessun intervento). Inoltre la terapia antiretrovirale ha ridotto drasticamente la mortalità materna, che nelle donne HIV+ positive è particolarmente elevata.

Il Programma ha operato in questi anni nei locali del Centro di salute di Matola 2, arrivando ad assistere circa 2000 donne HIV+ ogni anno; ad oggi con DREAM sono più di 4.600 i bambini nati sani da donne HIV positive nel Centro di Matola 2.

La prevenzione materno-infantile da HIV è ritenuta una priorità del Mozambico, come è stato sottolineato dal Ministero della Salute nel Plano Estrategico Nacional de Resposta ao HIV e SIDA 2010-2014 (PEN 2010-2014). Le sfide identificate sono molte, in particolare legate all’accesso insufficiente alla terapia antiretrovirale per le donne incinta e alla scarsità di servizi di prevenzione della trasmissione da materno-infantile sul territorio. Nel luglio 2011 la Comunità di Sant’Egidio ha firmato un accordo con il Ministero della Salute mozambicano in cui si sottolineano gli sforzi effettuati da DREAM nel campo della prevenzione verticale e della diffusione della tri-terapia e si incoraggia l’ampliamento delle attività in un’ottica di integrazione e supporto al Sistema Sanitario Nazionale.

A causa del numero sempre crescente di pazienti che richiedono assistenza e alla scarsità di spazi disponibili all’interno del Centro di Salute esistente, si è resa necessaria la costruzione di una nuova infrastruttura che sorge vicino all’ingresso della maternità, permettendo così un servizio migliore per le donne in gravidanza. Il centro è formato da tre blocchi dove saranno disponibili diversi servizi: test e counselling, prelievo ematico, visite mediche, farmacia e magazzino farmaci,  distribuzione di cibo alle pazienti malnutrite, diagnosi e terapia delle infezioni opportunistiche.

Il nuovo centro rappresenta l’impegno sempre crescente di DREAM a fianco del sistema sanitario mozambicano nel fronteggiare l’infezione da HIV, in particolare nell’ottica di azzerare il numero di nuove infezioni nei neonati e ridurre la mortalità materna, non solo a Matola, ma in tutto il paese.

Il Centro è stato realizzato grazie al contributo dell’Ambasciata del Giappone in Mozambico, della Fondazione Total, della Cooperazione Fiamminga, della Fondazione Charlemagne e della Signora Katrin Haub.

E' stato inaugurato dalla vice-ministra della Salute, che ha ringraziato la Comunità di Sant’Egidio per la nuova struttura, ma anche per la battaglia compiuta negli anni affinché in Mozambico fosse possibile l’accesso universale alle cure per l’AIDS. Ha inoltre spiegato come il Programma ha creato un modello di cura di successo, grazie al coinvolgimento attivo dei malati, modello che il Ministero della Salute ha oggi adottato per replicarlo nelle sue strutture con il supporto di DREAM.

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per la firma di un accordo di partenariato con la compagnia telefonica mozambicana Mcel, che nella persona del suo Amministratore Delegato Teodato Hunguana ha offerto l’accesso gratuito ad internet ed una linea verde a cui i malati possono accedere per chiamare il centro, in caso di bisogno. Al tempo stesso una linea telefonica che permette al personale sanitario di mandare SMS o chiamare i pazienti per ricordare loro gli appuntamenti. È un segno di una sfida sempre crescente per DREAM, quella di coinvolgere le grandi imprese mozambicane, per garantire la sostenibilità della cura di tanti malati.

Grande commozione di tutti al momento della scoperta della targa in cui si dedica il centro ad Ana Maria Muhai, una donna coraggiosa che ha lottato, testimoniato e creduto che il programma DREAM potesse, da “sogno”, divenire realtà e futuro di tanti malati del Mozambico.

   
   

 

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