HomeDREAMConferenza ASLM 2014: al programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio il Primo Premio come migliore presentazione
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Dic
2014
15 - Dic - 2014



2014-12-15_ASLM_1Dal 30 novembre al 4 dicembre si è svolta a Cape Town, in SudAfrica, la seconda Conferenza Internazionale della Società Africana di Medicina di Laboratorio, ASLM (African Society for Laboratory Medicine) il cui scopo è fare advocacy sul ruolo critico dei laboratori clinici in Africa che sono sempre più indispensabili ai sistemi sanitari per una corretta diagnosi, inizio e monitoraggio delle terapie, sorveglianza epidemiologica, ricerca e controllo delle epidemie.

Purtroppo per lungo tempo il ruolo dei laboratori in Africa è stato sottovalutato, ma oggi finalmente, dopo l’impegno del WHO e la Dichiarazione di Maputo del 2008 per il rafforzamento dei laboratori in Africa, è cresciuta la consapevolezza dell’importanza strategica della diagnostica di laboratorio.

DREAM dal suo inizio, già nel 2002, ha adottato una diagnostica d’eccellenza per un buon monitoraggio della terapia, e l’utilizzo dell’esame di Carica Virale come parametro indispensabile di un buon programma di diagnosi e cura dell’HIV e per questo ha accettato la sfida di attivare in Africa, fin da subito laboratori di biologia molecolare accanto ai centri di cura. Dopo molti anni di lavoro pioneristico, finalmente nel 2013 lo stesso WHO ha riconosciuto la necessità della Carica Virale e l’attenzione internazionale è cresciuta attorno alla qualità del lavoro di laboratorio. Dati analitici affidabili e di buona qualità sono ritenuti finalmente necessari e possibili da ottenersi anche in paesi a risorse limitate.

Alla conferenza, DREAM ha partecipato con 2 contributi accettati come oral poster.

Il primo, uno studio di valutazione sull’uso del Dry Blood Spot per prelievo e trasporto dei campioni per Carica Virale. Questa è una metodica che permette di raccogliere il sangue da esaminare, su una speciale cartina, quindi può essere trasportato facilmente, non ha bisogno di essere refrigerato e consente di offrire una diagnostica di elezione anche a popolazioni molto rurali.

2014-12-15_ASLM_6Il secondo lavoro, premiato come migliore oral poster, presentava i buoni risultati ottenuti da DREAM in Repubblica Democratica del Congo nell’applicazione dell’opzione B plus e sull’opportunità di estendere l’accesso alla prevenzione verticale alle donne di zone rurali, lontane da servizi di qualità, mediante l’uso di un’unità mobile e la collaborazione tra strutture pubbliche, Organizzazioni Internazionali non Governative e DREAM, utilizzando il laboratorio di biologia molecolare di Kinshasa come referenza.

Certo, molto lavoro rimane da fare in Africa perché i laboratori possano rispondere alle attese e al grande carico di richieste di analisi da una parte e certificare la qualità del loro lavoro dall’altra. Molti sforzi si stanno facendo per ampliare l’accesso alla diagnostica mediante la semplificazione dei sistemi e allo sviluppo di POC (point of care), strumenti di facile uso che non richiedono grandi infrastrutture per funzionare, manutenzione, atti a essere implementati nei centri di salute anche molto periferici.

Le sfide sono dunque molte, ma DREAM ha dimostrato in questi anni come importanti risultati possono essere raggiunti anzitutto costruendo una rete di servizi di diagnostica d’eccellenza sul territorio. Nei paesi dove DREAM opera, i laboratori di biologia molecolare sono diventati un riferimento a livello nazionale, supporto ai sistemi sanitari. Inoltre la capacità diagnostica di DREAM è stata importante anche per tante altre organizzazioni che lavorano in Africa nella cura dell’HIV e che hanno usufruito degli esami forniti dai laboratori DREAM. Ulteriormente, negli anni è stata formata una generazione di biologi che lavorano al servizio dei loro paesi, così è possibile per tutti monitorare la terapia attraverso i laboratori.

In questi ultimi anni a livello internazionale si parla molto di Global Health, intendendo con questa espressione il miglioramento della salute delle popolazioni e allo stesso tempo la riduzione delle disparità di accesso alla cura. In questo senso il lavoro fatto da DREAM in questi 12 anni, l’esperienza acquisita e tutte le componenti del Programma elaborate sono abbastanza indicative di un nuovo modello che è possibile replicare, con il sostegno convinto dei donatori internazionali e in partnership con in ministeri della salute dei vari paesi, per raggiungere l’obiettivo del miglioramento della salute di tanti africani.

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