HomeDREAM10 anni di DREAM in Malawi
16
Set
2015
16 - Set - 2015



Blantyre Mandala CenterLo scorso 24 agosto sono stati celebrati i dieci anni dall’apertura del primo centro DREAM in Malawi alla presenza di alcune autorità e di molti pazienti, tra cui anche la paziente “numero 1” che gode di ottima salute e ha due figli sani nati nel programma.

La Comunità di Sant’Egidio ha accompagnato la storia e lo sviluppo di questo piccolo e povero paese per un considerevole tratto di strada: solo nel luglio del 2014 il paese ha celebrato il giubileo dei 50 anni dall’indipendenza e gli ultimi dieci sono trascorsi con la presenza del programma DREAM.

Il lavoro di DREAM in questi dieci anni ha inciso profondamente nell’elaborazione delle linee guida per il trattamento dell’HIV AIDS e nelle politiche sanitarie del paese.

All’inizio del nuovo millennio non erano disponibili molte opportunità di cura per i malati in Malawi.
Non esistevano laboratori per il monitoraggio del trattamento, le cure essenziali erano accessibili nei centri urbani principali e solo per i pazienti già sintomatici e quindi con una situazione immunitaria ormai talmente compromessa da manifestare in modo inequivocabile i sintomi della malattia. Per le donne incinte non era prevista nessuna profilassi specifica efficace ed era proposta solo alle poche mamme che avevano avuto accesso al test rapido e che decidevano di andare a partorire in ospedale. Il tutto era reso più arduo dall’incostante fornitura di farmaci e kit diagnostici. Ma soprattutto lo stigma sociale, che feriva ed emarginava i malati di aids come untori, faceva si che si rivolgessero agli ospedali solo le persone in una fase molto avanzata della malattia. In assenza di cure certe, accessibili e gratuite, spaventati dell’esclusione sociale, per la gente era molto meglio ignorare il proprio status e quindi nemmeno fare il test ed aspettare l’evoluzione naturale della malattia. Nei villaggi e nelle città non passava giorno senza uno o più funerali, scomparivano giovani adulti falcidiati dal virus.

Mthengo Wa Ntenga - Malawi

Mthengo Wa Ntenga – Malawi

L’apertura di un piccolo centro a Mtengo wa Ntengha, in una zona rurale, con annesso il primo laboratorio di biologia molecolare del paese al servizio dei pazienti gratuitamente, è stato il primo segno di un’inversione di tendenza: anche in Malawi era possibile curare l’AIDS e prevenire la diffusione del virus con gli stessi standard utilizzati nei paesi occidentali.
Nei primi mesi non è stato facile reclutare pazienti; dopo tre mesi dall’avvio del programma il numero di persone assistite non raggiungeva nemmeno 100 malati.
Molti arrivavano in condizioni disperate ma i miracolosi risultati della cura hanno innescato un circolo virtuoso e un passaparola tra gli abitanti dei villaggi.

project-malawiIl primo centro, come tutto il programma DREAM in Malawi, è stato reso possibile grazie a Project Malawi, finanziato fino alla fine del 2014 da Banca Intesa- San Paolo e Fondazione Cariplo.
Il coraggio dei donatori, che hanno creduto in un programma ambizioso e di lunga durata, ha permesso di salvare la vita a tanti e ha creato i presupposti per agire sulla storia della malattia. Oggi l’AIDS si cura anche in Malawi!

Tra i punti di forza del progetto ricordiamo:

  • Le cure gratuite per tutti i sieropositivi
  • L’implementazione della prevenzione verticale che abbatte la trasmissione del virus da madre a bambino in sostanza a zero
  • La formazione tecnico e scientifica del personale locale
  • L’utilizzo di strutture belle, pulite, dignitose ed efficienti
  • Il coinvolgimento dei pazienti come soggetti attivi nel trattamento
  • L’educazione sanitaria nei villaggi e nelle maternità.

Un domani per i miei bambiniI primi passi e lo spirito di DREAM in Malawi sono ben raccontati da Pacem Kawonga nel suo bel libro autobiografico “Un domani per i miei bambini”, edito da Piemme in Italia e tradotto anche in spagnolo, tedesco ed inglese. Pacem è una delle prime pazienti del centro, è stata la prima testimonial del programma nel paese ed è oggi coordinatrice del centro di cura di Mtengo e responsabile del movimento I DREAM che raccoglie migliaia di persone sieropositive.

Nel corso degli anni altri centri sono stati aperti, sia nelle zone rurali che in città. Oggi abbiamo in cura circa 17 mila pazienti e oltre 8 mila bambini sono nati sani nel programma.

DREAM ha portato salute e benefici ai suoi numerosi pazienti ma l’effetto del programma non si esaurisce con le attività direttamente gestite.
Lo staff medico di DREAM è stato coinvolto in prima persona nei gruppi tecnici di lavoro ministeriali per disegnare le linee guida del paese per il trattamento dell’HIV/AIDS.
Il risultato è che oggi il Malawi è un paese all’avanguardia per la prevenzione il trattamento dell’AIDS grazie all’adozione dell’opzione B plus che prevede il trattamento universale e il monitoraggio con gli esami di laboratorio.
DREAM ha aperto una strada nuova dimostrando che si, si può curare anche in un paese a risorse limitate.

Ci sono molti altri frutti, forse più difficili da quantificare e da raccontare, come ad esempio la nuova consapevolezza della malattia, la riduzione dello stigma, la coscienza di cosa è una patologia cronica e la coscienza del valore di attenersi alle norme di igiene e nutrizione. Molte donne, grazie alle nozioni ricevute, sanno oggi come svezzare correttamente il proprio bambino e come prendersene cura in modo adeguato. L’educazione sanitaria ha raggiunto confini molto al di là dei pazienti dei centri.

Balaka_solar_12La cura dell’AIDS è stata un “volano” per far crescere il sistema sanitario nel paese. Molta parte del personale medico, infermieristico, tecnico e sociale è stato formato in questi anni grazie al Programma DREAM.
Nel paese ci sono 10 laboratori pubblici di biologia molecolare a disposizione dei pazienti e altri apriranno a breve. Tanti sanitari hanno scelto di non emigrare, ma di costruire il proprio futuro nel paese natale.
Certo ci sono ancora molte sfide da affrontare, ma da qualche anno in ogni angolo del Malawi è possibile ricevere il trattamento ed un buon livello di assistenza.

Nuove prove ci attendono nei prossimi anni, DREAM 2.0 è pronto a raccogliere nuove sfide, i tre centri di telemedicina sono il primo passo verso il futuro.

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