Bangui: inaugurato il Pavillon DREAM per l’Epilessia. Oltre il 75% dei pazienti non ha più crisi
Il 7 ottobre, all’Ospedale Universitario di Bangui, è stato inaugurato il Pavillon DREAM, Centro nazionale di riferimento per l’epilessia in Repubblica Centrafricana. La struttura lavora già da quasi un anno, ma la cerimonia, alla presenza del ministro della Salute e della Popolazione Pierre Somse, ha segnato il riconoscimento ufficiale di un servizio che qui mancava.
In Centrafrica la neurologia è quasi inesistente e l’epilessia è tra le malattie croniche più diffuse e meno curate. I risultati del Pavillon, però, dimostrano che si può cambiare la situazione: oltre il 75% dei pazienti seguiti non ha più crisi. Anche per gli altri, compresi quelli con disabilità gravi, le crisi si riducono molto: chi ne aveva diverse al mese può arrivare ad averne una sola.
Tutto è nato dai pazienti che si rivolgevano alla clinique DREAM di Bangui, racconta Gabriella Bortolot, responsabile del Programma DREAM in Repubblica Centrafricana. Con gli anni le persone con epilessia sono diventate sempre più numerose e lo spazio non bastava più: da qui la richiesta al Ministero della Salute di una sede dedicata.
Oggi il Pavillon offre un percorso completo. Per la diagnosi si usa dal giugno 2021 un elettroencefalografo, lo strumento che registra l’attività elettrica del cervello e aiuta a scegliere la terapia più adatta: con questo macchinario sono stati eseguiti più di 2.000 esami. I pazienti sono seguiti da dodici professionisti, e la presa in carico, farmaci compresi, è interamente gratuita.
Durante la cerimonia il ministro ha parlato anche dei pregiudizi: l’epilessia è una malattia come le altre, non è contagiosa e non ha nulla a che fare con la stregoneria o il malocchio. Per questo ha invitato chi ne soffre a rivolgersi al centro, perché, ha detto, l’accoglienza fa parte della cura.
Il Pavillon DREAM è frutto della collaborazione tra Repubblica Centrafricana, Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio e Cooperazione Italiana, insieme all’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e alla Società Italiana di Neurologia.



